Il massimo che la politica sa fare per le donne è vestirsi di bianco? Pare di sì.

Anche quest’anno si alternano tragicamente femminicidi, omicidi-suicidi, violenza contro donne e bambini da parte della famiglia stessa.

Solo un anno fa, si apriva (male) il dibattito in parlamento sulla questione, con la ripresa (finta) dei lavori della Camera in Agosto sul decreto, che chiamavano “femminicidio” solo per moda.
Infatti sanno tutti, ormai, che in quel decreto c’era di tutto, su 13 articoli solo 5 riguardavano l’emergenza della violenza sulle donne, e tra quei 5 solo uno riguardava misure per la PREVENZIONE e tutela delle donne in pericolo, con la creazione (rinnovo) del piano nazionale anti-violenza.

Non ci crederete, o forse sì, ma il piano, dopo tutto questo tempo, non è stato ancora emanato dal governo e i fondi dedicati ai centri anti-violenza (ricordiamo che al nostro Paese servono almeno 5.000 posti letto, ne abbiamo 500) sono la solita elemosina, con cui forse non riusciranno nemmeno a coprire le spese vive, figuriamoci potenziare i servizi, svolgere azione di coordinamento tra ospedali, forze dell’ordine, enti locali, ecc…, completare l’offerta di sostegno.
Qualcuno direbbe poi che, per fare vera prevenzione, occorra affrontare anche il lato “maschile” della questione e su questo siamo ancora più indietro, anzi dobbiamo ancora partire.

Che sta facendo quindi il governo Renzi? Si hanno poche certezze:

taglinon esiste un ministro per le Pari Opportunità
– la delega alle Pari Opportunità è affidata a Renzi che non sfiora nemmeno l’argomento
– non si sa a che punto sia il piano anti-violenza che risultava quasi pronto ai tempi del governo Letta
– i fondi sono assolutamente insufficienti (quasi 17 milioni per 2013/2014; mentre 35 sono i milioni appena incassati dai partiti come rimborsi elettorali, a cui il M5S ha ovviamente rinunciato)
le associazioni hanno protestato davanti Montecitorio appena un mese fa (Luglio)
– il primo Agosto è entrata ufficialmente in vigore la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne (ratificata dal Parlamento INTERO con tanti buoni propositi) e noi siamo già inadempienti
– il semestre europeo che Renzi sta guidando è dedicato proprio alle Pari Opportunità (ironia della sorte)
– dalla Boldrini silenzio assordante
– le nostre interrogazioni a riguardo non hanno ricevuto risposta
– le nostre risoluzioni, in commissione Affari Sociali e commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza, sono state apprezzate a parole dagli esponenti di altri partiti e poi, nei fatti, ignorate (perchè?)
– alla nostra petizione online hanno aderito solo 2 parlamentari di schieramenti diversi dal Movimento 5 Stelle (Fitzgerald – PER L’ITALIA e Kronbichler – SEL), ma tante associazioni, cittadini, giornalisti, che ringraziamo di cuore.

Nessuna firma, o presa di coscienza, dal PD
Nessuna firma, o presa di coscienza, dal PD

La petizione la trovate qui: aiutateci a diffondere le notizie in essa contenute e a chiedere che la politica si dia presto una mossa su queste emergenze sociali, la crisi economica e le nuove stangate, che purtroppo ci aspettano, non faranno altro che acuire il disagio e non possiamo stare fermi a guardare.

Non è una battaglia di parte, come potrete leggere sono semplicemente cose che SI DEVONO fare! Sarà una vittoria per tutti!

Interpellanza urgente Di Vita ed altri su corretto funzionamento dell’Unar e Dipartimento Pari Opportunità

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