Sicuro che non vogliamo l’abusivismo? Sicuro che vogliamo cambiare?

L’emendamento contro l’abusivismo edilizio, che la nostra Claudia Mannino è riuscita a far approvare alla Camera in commissione Ambiente, mi ha dato modo di confrontarmi e riflettere sulla reale voglia di cambiamento che c’è nel Paese.

Siamo così abituati a sentire giornalmente lamentele tipo “Hanno costruito fino al mare, guarda lì che c’è” e arriva puntualmente in risposta “Eh! Nessuno che fa rispettare le regole, poi frana il terreno, alla prima pioggia si rischiano disgrazie e la gente muore sul serio!” per finire con “Ma questo è colpa dei politici, sono loro i primi abusivi. Che schifo!”.
Stessa scenetta si ripete per migliaia di altri casi, dal traffico in città alle file negli uffici pubblici, all’immondizia per strada o in spiaggia,  ecc…

Quando però qualcosa rischia di cambiare davvero dopo decenni di scorrettezze, inefficienze, disservizi, guai, perchè nelle istituzioni si insinuano finalmente dei semplici cittadini (magari gli stessi che si lamentano come sopra), la cosa non sembra fare piacere a tutti.
22_2009_12_28_5594_giampilieriDalla lamentela si passa al “Eh, sì giusto. Però…ci sono casi e casi” oppure “Mah, non mi sembra il momento. Forse prima si dovrebbe fare questo questo e questo” o “Ma era davvero necessario?” e così via. Quasi come se una vera soluzione al problema non la si volesse realmente, come se ormai lamentarsi fosse un rito simbolico ma in realtà va “tutto bene” così.

Gli abusivi ci sono, il paesaggio è deturpato, il Paese intero ha gravi carenze sul piano del rischio idrogeologico, ogni anno non si contano più alluvioni e frane, vittime, campi agricoli distrutti, raccolti persi, pezzi di economia che vanno in fumo in poche ore, eppure, sotto sotto, va bene così.
Sono fenomeni di cui ci si indigna, ci si lamenta, magari nel momento si fa anche la voce grossa. Ma in fondo in fondo, tacitamente, va bene così. E sapete perchè?
Perchè cambiare implica che sei tu il primo che deve cambiare e allora la storia un po’ cambia, come dice mio nonno “il telefono si rompe!”. Quando ti lamenti “degli altri” è tutto giusto e tutto facile, ma se tocca a te mica tanto…

image45Esempio pratico? Posteggiare in seconda fila. Prendete un palermitano qualunque e chiedetegli se riesce, nell’arco di 24 ore, a usare l’auto in città senza parcheggiare mai, nemmeno per 30 secondi, in seconda fila. Tipicamente sarà uno di quelli che però se ne lamenta, il traffico è un caos, tutti parcheggiano come vogliono, guarda la strada bloccata, l’autobus non riesce a passare e stiamo tutti fermi qui ad aspettare i porci comodi di chi ha lasciato l’auto in doppia fila, incivili, ma dove arriveremo, “Cu è stu gran cuinnutu!”, blablabla. Quando però lo fa lui, ecco comparire centinaia di ragionevoli e logiche giustificazioni:

– “Eh ma non c’è un posteggio!”

– “Devo solo comprare il pane”

– “Lascio te in macchina così in caso la sposti”

– “Ho messo le 4 frecce”

– “Ho fatto già 4 giri per trovare un posto libero, quanta benzina devo sprecare ancora?”

– “Non c’è nessuno per strada”

– “Guarda quanto spazio c’è, ci passa un camion!”

– “Non è colpa mia se la città è amministrata male”

– “Funzionassero gli autobus la gente non prenderebbe l’auto”

E così verso l’infinito. Quante volte lo diciamo, vero?

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L’esempio sarà anche un po’ banale, ma è indicativo. Se non siamo disposti a fare nemmeno questo, davvero vogliamo un cambiamento? Da parte di chi? Sono sempre “gli altri” che devono farlo? E se ognuno di noi pensa che sono “gli altri” a doverlo fare, o comunque c’è sempre qualcuno che deve iniziare prima di te perchè è peggio di te, finisce che non lo fa nessuno (infatti), no? Quando e chi interromperà questa catena? 

Questa è la vera rivoluzione culturale. La migliore classe politica del mondo può fare tanto, è vero, ma come potrebbe cambiare le cose se i cittadini in realtà non lo vogliono? Secondo me, è questa la grande vera svolta che farà il Paese, quando ognuno di noi nel proprio piccolo cambierà, vincendo le proprie resistenze, in automatico il Paese intero cambierà. Altro che gufi e rosiconi, questa è l’Italia che ce la farà!

P.S. Dal Trentino una iniziativa 5 stelle di “cambiamento”: guarda il video di Rudi!

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