L’esempio di un giovane palermitano disabile vittima di violenza, chapeau!

Articolo di La Repubblica – Palermo

SEMPLICEMENTE RACCAPRICCIANTE!
Inverosimile che nel bagno di uno dei più grandi centri commerciali di Palermo nessuno si sia accorto di quanto stesse accadendo a questo ragazzo di 23 anni.

A lui va tutta la mia ammirazione e la più grande solidarietà per essere riuscito a trovare la forza, da solo, di chiamare la polizia e denunciare tutto. Non è per nulla scontato, anzi!
Senza la sua fondamentale denuncia in questo momento nessuno ne avrebbe avuto notizia, nemmeno gli organi preposti ad assicurare certa gente alla giustizia, e ogni anno sono ancora troppi i casi di violenza e abusi sessuali subìti da persone disabili, specie donne e ragazze, con handicap mentale che non sono nemmeno in grado di dire la propria e non per loro volontà.

E’ per questo che la comunità in cui ognuno di noi vive non può stare a guardare, l’indifferenza è uno strumento mortale.

La Convenzione ONU per i diritti delle persone disabili riconosce, ormai da tempo, l’urgenza di provvedimenti contro questi casi che purtroppo sono comuni non sono in Italia. In particolare l’art.16 “Diritto di non essere sottoposto a sfruttamento, violenza e maltrattamenti” elenca le azioni di contrasto a violenza e maltrattamenti che gli Stati Parti devono intraprendere. L’Italia ha ratificato questa Convenzione nel 2009 e ancora fatichiamo a vederne gli effetti (leggi il richiamo dell’ONU agli inadempimenti dell’Italia).

Per forza di cose si ritiene che abusare di persone disabili sia più facile e conveniente, che si possa passarla liscia perchè tanto nessuno alzerà mai un dito per loro.
Bene, questo giovane palermitano ha dimostrato che non è così, ha denunciato nonostante conoscesse addirittura i suoi aggressori, quindi potrebbe essere oggetto di future ritorsioni. Magari un ragazzo “normodotato” avrebbe evitato e subìto tutto in silenzio col rischio però di isolarsi e soprattutto che la violenza continui, come purtroppo molti casi di cronaca ci raccontano.

Questo giovane palermitano è assolutamente un modello da seguire! E adesso tocca alle Istituzioni fare la loro parte, forze dell’ordine e pubblica assistenza. Non dare il giusto seguito a un gesto così coraggioso sarebbe altrettanto criminale!

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