Paola (disabile laureata vincitrice di concorso) e il senso del lavoro

Voglio contribuire a diffondere la storia di Paola. Donna, disabile, meridionale, laureata e vincitrice di concorso presso il comune di Avellino. Viene assunta 6 anni fa e da allora le viene corrisposto uno stipendio di 1.400 euro al mese, e per quali mansioni? Stare una giornata chiusa in una stanza da sola a fissare il vuoto o fare il solitario al pc.
Seguendo il servizio anche sui social, in particolare twitter, ho letto commenti aberranti su Paola, che si è “permessa” di lamentarsi e di denunciare il fatto di essere pagata per non fare nulla.
Piuttosto che scandalizzarsi per lo sperpero di denaro pubblico da parte dell’amministrazione comunale, oltre che per l’ottusità culturale, alcuni se la prendono con Paola che dovrebbe “ringraziare e stare zitta” perchè c’è tanta gente che “sognerebbe di stare nella sua situazione” (sic).
A questo punto quindi mi chiedo perchè gli stessi, sicuramente, si indignano per i cosiddetti “furbetti del cartellino”, orde di dipendenti comunali che rubano letteralmente lo stipendio senza nemmeno recarsi a lavoro ma facendone un secondo o andando a fare la spesa? Non sono in una analoga situazione? E non si “permettono” di lamentarsi quelli, anzi ne approfittano. Paola invece denuncia di essere pagata senza fare nulla, e pretende (pensa un po’!) di guadagnarsi quei 1.400 euro al mese LAVORANDO, altrimenti la sensazione è proprio quella di “rubare” quei soldi, specie se pubblici. O no?

Esterrefatta per tanta faciloneria con cui Paola è stata giudicata da alcuni, le esprimo invece tutta la mia stima! Ci ha dato testimonianza, purtroppo ancora una volta, di quanto il nostro Paese sia indietro in tema di integrazione e riconoscimento dei diritti, come quello al lavoro, anche quando il grosso della fatica è stato già portato avanti da Paola e dalla sua famiglia per permetterle di conseguire la laurea con cui poi ha vinto il concorso.
Il suo esempio è da insegnamento anche per coloro che invece lo stipendio “lo rubano” sul serio, che non hanno il senso del dovere, del lavoro stesso, del servizio e dell’autorealizzazione.

Grazie Paola e BUON LAVORO!

Paola e il senso del lavoro

Voglio contribuire a diffondere la storia di Paola. Donna, disabile, meridionale, laureata e vincitrice di concorso presso il comune di Avellino. Viene assunta 6 anni fa e da allora le viene corrisposto uno stipendio di 1.400 euro al mese, e per quali mansioni? Stare una giornata chiusa in una stanza da sola a fissare il vuoto o fare il solitario al pc.Seguendo il servizio anche sui social, in particolare twitter, ho letto commenti aberranti su Paola, che si è "permessa" di lamentarsi e di denunciare il fatto di essere pagata per non fare nulla. Piuttosto che scandalizzarsi per lo sperpero di denaro pubblico da parte dell'amministrazione comunale, oltre che per l'ottusità culturale, alcuni se la prendono con Paola che dovrebbe "ringraziare e stare zitta" perchè c'è tanta gente che "sognerebbe di stare nella sua situazione" (sic).A questo punto quindi mi chiedo perchè gli stessi, sicuramente, si indignano per i cosiddetti "furbetti del cartellino", orde di dipendenti comunali che rubano letteralmente lo stipendio senza nemmeno recarsi a lavoro ma facendone un secondo o andando a fare la spesa? Non sono in una analoga situazione? E non si "permettono" di lamentarsi quelli, anzi ne approfittano. Paola invece denuncia di essere pagata senza fare nulla, e pretende (pensa un po'!) di guadagnarsi quei 1.400 euro al mese LAVORANDO, altrimenti la sensazione è proprio quella di "rubare" quei soldi, specie se pubblici. O no?Esterrefatta per tanta faciloneria con cui Paola è stata giudicata da alcuni, le esprimo invece tutta la mia stima! Ci ha dato testimonianza, purtroppo ancora una volta, di quanto il nostro Paese sia indietro in tema di integrazione e riconoscimento dei diritti, come quello al lavoro, anche quando il grosso della fatica è stato già portato avanti da Paola e dalla sua famiglia per permetterle di conseguire la laurea con cui poi ha vinto il concorso. Il suo esempio è da insegnamento anche per coloro che invece lo stipendio "lo rubano" sul serio, che non hanno il senso del dovere, del lavoro stesso, del servizio e dell'autorealizzazione. Grazie Paola e BUON LAVORO!(Puntata del 31 Ottobre 2017: https://www.iene.mediaset.it/video/puntata-del-31-ottobre_12679.shtml)

Pubblicato da Giulia Di Vita su mercoledì 1 novembre 2017

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