E’ morto il re, viva il re!

Come anticipato dai giornali, l’ultima parola per la costituzione delle liste (e non solo) per le prossime politiche spetterà a Luigi Di Maio, ovvero il capo politico del Movimento 5 Stelle, e a me tutto sommato non dispiace. E’ tra l’altro inutile che la stampa lo racconti come fosse uno scandalo, come a volere suscitare reazioni indignate da parte dei sostenitori del M5S. Questo poteva accadere fino a due o tre anni fa, adesso invece no.

Anche io ho faticato a capirlo ma ora è tutto amaramente chiaro. La posta in gioco è alta e non si possono di certo fare gli errori del passato o di una forza politica di primo pelo. Il M5S poco tempo fa ha deciso di abbandonare il progetto originario, forse utopico o forse troppo lento, in nome di un ipotetico e indefinito bene superiore.

La gente ci chiede di andare al governo, ora e subito.  “Non c’è più tempo, si sta troppo male, e del resto – continuano – anche se non siete pronti, peggio dei partiti non potrete fare”. Chiedete a chiunque, vi dirà questo. E come dargli torto?

Non so se è la strada giusta o no (istintivamente direi di no), ma una volta scelta bisogna adesso concretizzare, accelerare, andare avanti come un treno. L’orizzontalità, la costruzione delle idee dal basso, l’“uno vale uno”, la partecipazione, le infinite assemblee fiume, i processi decisionali lenti e complessi non si confanno al bene del Paese, o almeno a una forza politica che in pochi mesi lavora per andare al governo a fare il bene del Paese. C’è fretta, una fretta da apocalisse, si deve recidere tutto ciò che fa perdere tempo e distrae dall’obiettivo.
La struttura che deve reggere e guidare tutto questo deve essere snella e reattiva, non può che essere costituita da pochi soggetti, meglio se in sintonia fra loro, caratterizzati da unione di intenti e probabile stima reciproca, un vertice

Per guidare questo nuovo cammino è stato quindi scelto Luigi Di Maio che ha così accettato un compito rischioso anche più del previsto. Fosse il naturale proseguimento del progetto iniziale del M5S (rivoluzione culturale, democrazia diretta, partecipazione dal basso, …) se una volta portato avanti poi fallisce, avrà fallito il progetto in séma se invece, per svariati motivi, viene portata avanti una deviazione dal progetto, come sta facendo Luigi insieme alla sua squadra, se alla fine fallisce non avrà fallito il progetto, ma coloro che si sono intestati la deviazione.

Sfido chiunque a prendersi una tale responsabilità, al cospetto delle speranze di migliaia, milioni di persone, non più solo di poche decine come poteva essere un tempo. Per questo motivo soppesando la responsabilità di questa azzardatissima scelta da un lato, deve per forza esserci, dall’altro lato, massima seppur forzata libertà di azione e decisione. La costituzione delle liste elettorali è solo una delle tante materie su cui il vertice deve avere l’ultima parola e la possibilità di fare e disfare a suo piacimento.

So che tutto questo corrisponde alla struttura di un partito, non serve a niente negarlo. Del resto il partito è uno strumento, così come il parlamento, dipende da che uso ne fai e che tipo di finalità si propongono coloro che ne fanno parte, tutto sommato può essere un buon partito, sacrificando di conseguenza un gran bel pezzo di coerenza, ma questo è lo scotto da pagare.

Il M5S delle origini infatti non avrebbe mai sentito neanche la necessità di una struttura da partito, proprio perchè diverso nella natura e nell’organizzazione, a pensarci bene per questo si chiamava “Movimento”. Ma come detto è ormai storia passata.

Ricordo che tempo fa mi sforzavo, quasi sola nel deserto più assoluto, di proporre nella mia pagina Facebook, quindi assolutamente nel mio piccolo, contenuti un po’ più complessi del semplice slogan populistico con la faccia di qualche politico straodiato da mezza Italia, anche a costo di vedere pochi like e condivisioni. Un giorno uno dei nostri collaboratori che si occupano di comunicazione mi disse che era uno spreco per una pagina come la mia, che aveva inspiegabilmente (!) tanto seguito, promuovere questi post semi lunghi, con dei ragionamenti su cui riflettere per più di un paio di secondi, su argomenti non da “mainstream”, accompagnati alle volte addirittura da grafici da capire. Mi disse che stavo perdendo terreno e mi mostrò come avrei dovuto fare: prese uno di questi post, ne tagliò oltre tre quarti, mise una immagine molto basic ma che non c’entrava assolutamente nulla col tema che stavo trattando, scrisse un titolo breve con caratteri enormi e mi propose di ripubblicarlo così e vedere la montagna di like che ne sarebbe derivata. Iniziò così una interessante conversazione. Io mi rifiutai nella maniera più assoluta pur riconoscendo che sicuramente avrei avuto maggiore consenso, ma non era quello il mio obiettivo. 

Mi rendevo conto che stavamo allevando una massa di sostenitori di bassa qualità, non vedevo più le menti critiche e curiose a cui mi ero abituata dal primo V-Day e con cui discutevo appassionatamente sui meetup e ai banchetti. Questa cosa mi faceva abbastanza paura. Una quota di tifosi ci sta sempre quando diventi popolare, inevitabile. Ma noi eravamo diversi, noi non volevamo fan ma cittadini attivi, qualcuno che potesse prendere il nostro posto senza timori nelle istituzioni ma soprattutto nella propria città cambiando le cose attivamente senza più delegare, ma più il tempo passava e meno esempi di questo tipo riuscivo a scrutare qui e lì. Così iniziai la mia personalissima autocritica e cercai di cambiare tenore alla mia personalissima comunicazione. “Non funziona così, non è qualcosa che puoi cambiare. Le persone che perdi perchè non le catturi con i tuoi post le hai perse, vanno a leggere Salvini piuttosto. Quindi meglio che leggano te, anche se meno interessante di come vorresti essere e di come sei.”  L’ineluttabilità della comunicazione social. Inutile dire che non accettai minimamente questa realtà (altrimenti non sarei un’attivista…), pensai che fosse semplicemente questione di competenza (insomma, la nostra comunicazione non ha mai “brillato” eh), ero certa che sicuramente un modo c’è (e lo credo ancora).

Ebbene, rileggendo questo aneddoto alla luce di ciò che il M5S è oggi mi rendo conto di essere stata anacronistica, forse vintage. Ho inconsapevolmente cercato di frenare l’odierna ascesa stellare che invece ha assoluto bisogno di questo tipo di consenso, perchè è proselitismo, è massa, e infine sono voti.

Non c’è tempo per costruire un consenso largo e al tempo stesso pienamente critico, fatto di persone che, non solo sposano le idee che promuovi, ma le fanno diventare proprie e cambiano addirittura le abitudini di tutti i giorni per cambiare la realtà, e tutto il resto che abbiamo più o meno blaterato per dieci anni…sarebbe un processo troppo lento, probabilmente ostico ai più, e chi lo dice che diventerebbe poi di massa? Magari non è trendy, magari è utopia. Magari cinque anni fa è stata solo la rabbia e la voglia di protesta che ci ha portato a ottenere il 25% di consenso elettorale in tutto il Paese, magari se al posto del M5S ci fosse stato il “Partito Incazzato Italiano” sarebbe stata la stessa cosa.

Oppure intanto vai al governo, in un altro modo, e poi una volta lì all’apice riprendi il cambiamento culturale da dove lo avevi lasciato. Un cammino un po’ tortuoso, di certo contraddittorio, a ben guardare ancora più utopico del progetto originario, che – tutto si può dire – ma se portato avanti veramente avrebbe cambiato per sempre e in meglio il nostro Paese così come ciascuno di noi. 

Pertanto se questa è la linea tracciata per il M5S non poteva esserci scelta più adeguata di Luigi Di Maio e i colleghi e collaboratori che ha scelto perchè lavorino al suo fianco. Non Beppe Grillo che di pratico – purtroppo e per fortuna- sa fare poco, non Davide Casaleggio che probabilmente non è mai stato attivista in vita sua, ma uno come Luigi che attivista lo è stato, anche lui in tempi non sospetti, che ha ricoperto un ruolo istituzionale importante quindi è il più “portato”, ma che soprattutto conosce il Movimento com’era, com’è stato e com’è diventato, vivendolo dall’interno senza soluzione di continuità, essendone l’artefice in grossa parte ed essendo anche il confidente e il punto di riferimento per molti, da portavoce ad attivisti, che rivolgono a lui perplessità, suggerimenti, problemi, tragedie, idee geniali, e quant’altro. Pare essere il leader “naturale” di questo nuovo 5 stelle, del resto i tempi in cui non avevamo bisogno di leader sembrano ormai così lontani.

Ritengo quindi conclusa l’avventura del M5S per come l’avevo immaginata io. Spero con tutto il cuore che il M5S resti in qualche modo davvero l’ultima speranza contro i partiti, non mi resta che tifare per noi (mi adeguo, no?). E chissà, magari un giorno si ricomincerà da capo o da lì dove abbiamo lasciato, se sarà rimasto ancora qualcosa. Voglio pensare (e sperare) di sì.

A riveder le stelle

49 thoughts on “E’ morto il re, viva il re!

  1. Hai scritto la verità. Lo si capisce dal fatto che io, che giungo a conclusioni opposte, mi ritrovo in ciò che hai scritto. Mi è capitato di criticarti su fb per alcuni tuoi comportamenti post-sospensione, ma per come hai lavorato per tutta la legislatura (fino alla fine) avrei avuto piacere ci fossi ancora. Io sono tra quelli che credono che nel nostro Paese le rivoluzioni si possano fare solo dai posti di governo e non dalle piazze (purtroppo) e quindi che il M5S riprenderà il filo del discorso nel prossimo futuro: e allora spero che ci ritroveremo.

    1. Staremo a vedere Davide, magari è un passaggio dovuto per riprendere quello che abbiamo lasciato in sospeso. Buon lavoro a ciascuno di noi!

  2. E’ MORTO IL RE, W IL RE ! PERFETTO, CHIARO e TRASPARENTE, NON POTEVA CHE ESSERE COSI’, C’E’ FRETTA, C’E’ PREMURA, LA BOMBOLA DELL’OSSIGENO E’ ESAURITA. PECCATO PER LA FAMIGLIA TOSCANA DISTRUTTA SPERIAMO L’ULTIMA RESPONSABILITA’ DI COSCIENZA di QUESTO GOVERNO SCIOLTO.

  3. Ho pianto leggendoti. Comprendo i motivi del cambiamento ma non credo sia la strada giusta. Volevamo essere altro, ci abbiamo rinunciato. Certo il rischio era di diventare una piccola élite invece di una forza propulsiva, ma non lo saremo nemmeno con questa scelta

    1. Maria provo i tuoi stessi sentimenti, anche io ho pianto realizzando tutto questo, ma l’importante è non avere rimpianti, le abbiamo provate tutte, non c’è niente da rimproverarci. Continuiamo a osservare tutto con attenzione e magari avremo belle sorprese, chi lo sa! Sii fiduciosa e pensa che il tuo contributo è fondamentale, ogni giorno, nella vita tua e di chi ti circonda!

      1. Credo che il tempo e le energie spese finora attorno al Movimento siano state vane. Per come si è evoluto (ovvero involuto) il progetto mi viene da sospettare che fosse tutto programmato ab origine..

          1. Cara Giulia, sei stata la prima parlamentare del m5s a bloccarmi su Twitter. E mi bloccasti perché dicevo tutte queste cose, che a chiunque abbia frequentato la politica e avesse letto un minimo dei padri della patria – Lussu, Pertini, Gramsci, Rosselli – aveva ampiamente visto e previsto nel m5s. Ora cadi dal pero come una Cassimatis qualunque… Ormai il danno è fatto. Il vostro obiettivo, che lo sapeste o meno, l’avete raggiunto: incanalare in senso reazionario e fascistoide il malcontento. Speriamo solo che non facciate ancora troppi danni. Saluti e baci.

          2. Dario io non ho mai bloccato nessuno per divergenza di vedute ma solo quando si arriva all’insulto o alle prese in giro, probabilmente rientri in uno di questi casi. Non trovo proficuo dialogare con chi non vuole il confronto ma solo imporre il proprio punto di vista. Non ricordo quale fosse la tua tesi esattamente, ti posso solo dire che non cado da nessun pero perchè non mi sono svegliata adesso, le ho tentate tutte in questi anni e mi è andata come tutti sanno…quindi non ho nulla da rimproverarmi. Saluti

  4. Infatti molte persone che hanno dato e danno il loro contributo per il Movimento si sono visti non essere presi in considerazione , proprio perché le decisioni di come intaccare le decisioni nelle commissioni nelle quali possono far valere la propria voce devono essere coerenti con col programma nazionale e quindi elaborati dai quei pochi eletti nelle varie amministrazione della cosa pubblica e delle leggi che la governano !
    Per essere e fare la differenza di valore , per far si che il cittadino abbia fiducia nel M5S , il portavoce deve studiare , e essere supportato continuamente nei confronti delle istituzioni.
    Dare esempio di onestà e trasparenza, portare la voce dei cittadini dentro le istituzioni facendole proprie ! A volte a fare la differenza è stato nel votare emendamenti presentati dalla maggioranza , ma di buon senso .
    Essere una voce sola paga a fine elettorale, perché è ora di andare al governo !

  5. Debbo, voglio dire che probabilmente hai ragione. Anzi, ti voglio ringraziare. Perché, lasciandomi influenzare dai commenti e dalle falsità aggiunte alle notizie che volutamente o no, sono trapelata precedentemente all’ annuncio ufficiale delle modifiche apportate alla struttura del MoVimento, mi son fatto prendere dallo sconforto. Vedere i miei quattro anni abbondanti, dedicati a conoscere e studiare le logiche ed i principi sui quali avete/abbiamo basato l’ azione politica che ci ha dato tante soddisfazioni e tante delusioni, rischiare di svanire dietro una svolta dall’ apparenza autoritaria, mi stava facendo perdere la fiducia di poter assistere da protagonista, alla svolta politica più importante nel corso della mia vita. Le tue parole in questo post, sono state salutari e rigeneratrici, per continuare ad avere fiducia che il nostro impegno non sarà stato vano. Mi auguro di poterti presto rivedere qui a Roma impegnata con entusiasmo a realizzare il nostro sogno politico.

    1. Mi fa piacere, almeno tu hai ritrovato nuova energia, per me è un po’ come mettere un punto invece, o un punto e virgola…si vedrà. La svolta autoritaria c’è, quella verticistica c’è già stata e boh…non sono in grado di stabilire se è cosa giusta o meno, spero non peggiori.

      1. Giulia, fai bene a uscire così dal M5S. In punta di piedi, senza troppo clamore. Non criticare oltre. Ti scatenerebbero contro la Rete e ci vuole la pelle dura per reggere l’urto. Lasciatelo dire da chi ci è passato. Come dici tu, è in corso una svolta autoritaria nel M5S. All’autoritarismo antidemocratico bisogna opporsi, non ritirarsi in buon ordine, scomparire. Pensaci. Non è in gioco il futuro del M5S ma quello dell’Italia che ci sta a tutti più a cuore.

        1. Se tenti di paragonare le nostre situazioni non potresti essere più fuori strada, mentre tu hai indebolito e ferito, tra l’altro fin dall’inizio e senza motivi oggettivi, io ho cercato di rinforzare e recuperare appena ho visto i problemi. Lasciamo stare.

  6. Il M5S resta la sola alternativa ad un sistema marcio e corrotto ove regna il malaffare e la disonestà intellettuale.
    Sono i risultati di un sistema politico sottomesso al potere finanziario, quello che non è lecito corrompere, semplicemente si compra.
    Riguardo alla partecipazione attiva di tutti i cittadini, personalmente l’ho sempre ritenuta un’utopia, un falegname vuole fare il falegname, il panettiere vuole dedicare il suo tempo a migliorare il pane e così via per tutti i mestieri.
    Fare politica significa delegare a chi meglio rappresenta la tua idea di società, di valori, di collettività, di ideali.
    Fare il politico invece significa saper concretizzare al meglio e con la massima ONESTA’ INTELLETTUALE i valori, gli ideali e la volontà di chi ti ha votato.
    Ebbene il M5S oggi rappresenta proprio questo: l’obbligo di mettere l’ONESTA’ davanti a tutto.
    Se nessuno si impossesserà dei vertici sarà come le sabbie mobili per tutti gli altri partiti che avranno solo una possibilità di sopravvivere; diventare onesti intellettualmente.
    Dopo a processo di cambiamento finito il M5S sarà destinato a scompattarsi in varie correnti che rappresenteranno gli ideali di una società , come è giusto che sia.
    Sarà il ripristino di una Democrazia ONESTA.
    Quella che da oltre trent’anni non abbiamo più.

    1. Purtroppo non sono d’accordo, Politica non è affatto delegare, ma interessarsi in prima persona a i problemi e alle necessità che interessano tutta la comunità a partire da te, perchè ogni individuo porta interessi e punti di vista particolari che solo tramite la condivisione con altri possono emergere e magari diventare idee e soluzioni appoggiate da tutti per il benessere collettivo. Lo si fa a partire dal proprio quartiere e via via su larga scala, delegare porta ad avere poi parlamentari come i nostri che nemmeno leggono più i prezzi del menù al ristorante quando ordinano la cena, figurarsi se possono mai capire le difficoltà di un padre di famiglia o di un ragazzo disoccupato e senza famiglia a fare la spesa per campare.

      1. Non ha torto Luigi Rosato. È vero e sarebbe molto giusto e utile che tutti partecipassero alla vita politica del quartiere, città, e via via, ma non tutti ne hanno necessariamente il tempo, la voglia, il talento. Alcune volte non si perde nulla a delegare se la delega è in buone mani. Per il resto le argomentazioni e le conclusioni di Giulia, così approfonditamente ben elaborate, mi trovano d’accordo. Non è escluso che si possano (e si debbano) conciliare gli ideali con del sano pragmatismo. La gente si aspetta questo segno di maturità. E la fiducia nel saper fare del movimento crescerà. Non è più tempo di attese: bisogna mettere in pratica onestà e buona volontà di portare a compimento tutto quanto si è fino ad ora predicato. Sfrondando, perché no, tutto quello che viene rallentato e appesantito da teorie e utopie che, data l’ora decisiva, mortificherebbe le giuste aspettative e farebbe perdere voti e fiducia nella concretezza del movimento in cui in tanti hanno riposto grandi speranze.

        1. Dissento solo sul momento, non credo che questo sia il momento per il m5s di fare il salto, ha lasciato un immenso gap tra il suo spirito e ciò che invece è arrivato alle persone, prima si deve risolvere questo nodo per andare avanti. La penso così. Ciao Ornella!

  7. In pratica è come sperare che Mussolini, una volta arrivato al potere, trasformi il partito fascista in un Movimento iperdemocratico.
    Tutto può succedere eh?
    Però sai come morì chi visse sperando?
    Intanto la realtà ci dice che per il bene del Paese freevax e animalisti se lo stanno bellamente pigliando nel culo.
    Questo, vedrai, che è solo l’inizio di un bieco asservinento alle lobbies.
    Ci hanno fottuto un sogno baby. La verità è questa.
    Poi racontiamoci pure quella dell’uva se può servire a soffrire di meno.
    Un abbraccio
    Andrea

    1. La tua è la versione dark della mia storia…volevo lasciare uno spiraglio aperto, così giusto per non cadere nella depressione più totale eheheh 😛
      Ti abbraccio anche io

  8. Commento davvero troppo lungo ma con punti condivisibili e altri no. Che dire? Il Movimento si è adeguato al momento di altissimo rischio democratico attuale. Luigi di Maio lo vedo come il miglior elemento possibile. Sono consapevole del cambio di rotta idealistico e forse virtuale, ma ripeto lo trovo consono allo stato di emergenza attuale. Rischiamo? Certo che rischiamo! Ma stando così le cose il pericolo era davvero la caduta di tensione e di passione per il Movimento 5 Stelle. Gli anni passano, tutti invecchiamo e la forza tende ad affievolirsi. Sfruttare il momento attuale quindi perché è davvero favorevole.

    1. Nella migliore delle ipotesi il m5s va al governo, diventa un partito illuminato, fa del bene e aggiusta tutto. Dopo di che finisce la sua missione, i cittadini non educati e non “traghettati” verso quella rivoluzione culturale a cui miravamo, continuano nei loro comportamenti deviati e tutto ritorna ad essere come prima. Ovviamente poi nessun “partito illuminato” in 5 o 10 anni potrà mai risolvere i problemi del Paese perchè qualcuno verrà per forza scontentato dato che dovrà subire i cambiamenti senza comprenderli e senza sentirsi parte di questo progetto, ci saranno proteste e manifestazioni di tutti i tipi, conseguente calo precipitoso del consenso , chi prima lo appoggiava sarà il primo a fare la guerra al m5s perchè non capirà cosa sta facendo, il m5s quindi o dovrà imporsi fregandosene della massa o dovrà scendere a compromessi perchè la massa non è pronta e quindi non potrà risolvere i problemi del Paese. E’ un cane che si morde la coda. Già immagino un provvedimento tipo, che ne so, ad esempio per la riduzione delle automobili in circolazione, uuuh la guerra civile 😛

      1. Proprio alla luce di questo tuo commento: ma, esattamente, cosa vi ha fatto pensare di essere ‘diversi’ e, si, ‘migliori’ di chi era in politica prima di voi?
        Signori, la Politica del governo di democrazie da decine di milioni di persone è, ed è giusto che sia, arte di sottili compromessi. Fosse facile come il m5s l’ha sempre dipinta (so’ tutti stronzi, arrivamo noi, non famo sconti a nessuno e trasformiamo l’Italia nel paese di Bengodi) non credete che qualcuno ci sarebbe riuscito già prima di voi?
        Più libri, più storia, meno social.

        1. Nessuno ha mai pensato di essere migliore o più bravo di altri, alla base del nostro ragionamento c’era la massa critica, un cambiamento collettivo che portasse la politica e la società a cambiare, il m5s sarebbe dovuto essere solo uno strumento temporaneo che facesse da miccia per poi sparire, far evolvere i cittadini in modo tale che poi nessun politico o partito avrebbe potuto prenderli in giro facilmente, costringere in sostanza la politica ad essere giusta e corretta altrimenti non avrebbe avuto vita facile e questo è un processo lungo che parte dai singoli quartieri e piccole comunità, proprio come avevamo cominciato. I meetup più forti, in assoluto silenzio quando non eravamo “famosi”, hanno ottenuto fantastici risultati che singoli cittadini non avrebbero ottenuto mai e che stupivano tutti, come la riapertura di scuole abbandonate, aree verdi prima deturpate poi curate pure dai passanti, bonifiche, servizi comunali funzionanti…perchè quando la massa si muove costringe le istituzioni a lavorare, certe amministrazioni comunali erano quasi ossessionate dai gruppi di attivisti che non davano loro tregua. E via via questo processo avrebbe dovuto assumere dimensioni sempre più grandi. Poi sappiamo cosa è successo purtroppo, un’accelerazione che non abbiamo saputo governare. (Come vedi abbiamo studiato ;))

      2. penso che sia una bella gatta da pelare, e provarci ora piuttosto che altri, vedi i soliti sia un passo decisivo, ascoltando qualcosa di Luigi su youtube alcune cose, per me sta facendo cose buone, poi ci sono varie iniziative che coinvolgono i cittadini e gli attivisti, è sempre il meno peggio per ora. Sai un’altra cosa?! penso che alcune cose debbano esser fatte proprio in quella maniera proprio perchè il sistema è fatto cosi, una cosa vi và riconosciuta, a prescindere i tifi da stadio che la gente avvolte argomenta e si interessa di politica, sicuramente non ai livelli che vi eravate prefissi, ma se si riuscisse a scardinare il lucchetto e iniziare un percorso che in parte è già iniziato.. sarebbe una cosa grande. Ricordati che è stato una cosa grande e potevate anche “cambiare idea” da subito non pubblicare video, non informare non provarci non restituire per chi l’ha fatto. Staremo a vedere

  9. Sarei stato perfettamente d’accordo con te, e con altri che propugnano tali tesi, diciamo di Real Politik. Le modifiche alle modalità le avrei accettate. Se Beppe avesse detto, in estrema sintesi, siamo in guerra, e la democrazia , dal basso o diretta, in guerra è un lusso che nessuno può permettersi, l’avrei capito e addirittura condiviso. Ma la concomitanza dell’invesione a “U” sulle modalità e lo stravolgimento totale anche sulle FINALITA? non lascia ahimè, adito a dubbi. Nel momento in cui ribaldi tutti gli assunti modali, da “teneteci il fiato sul collo ” a – “chi critica è fuori” . Da “non ci sono capi” a “sono il capo”. e nel contempo vai alla trilaterale, rinneghi la lotta per la sovranità, ti tieni buono ISPI e Cernobbio, confabuli con Londra , New York e Tel Aviv, ti dici “amico dei mercati, persegui la rimanenza in UE e Euro, fingendo di non sapere che se rimani in UE , non hai un programma, non puoi avere un programma, perchè i programmi li fanno a Bruxelles. Gli ordini arrivan da lì, e da Francoforte, e tu reciti. Null’altro. Credere che Di Maio a questo punto non stia raggirando gli italiani, ma Rockfeller, è davvero troppo, per chiunque. Ahimè.

  10. Eh.. Mia cara… Il “il progetto originario” del M5S l’avete abbandonato quattro anni fa, quando avete fatto carte false pur di espellere Bocchino e Campanella inventando una fslsa sfiducia del territorio ignorando anzi le leggittime proteste della base. Arrivando ad azzerare il Meetup di Palermo! (Stessa scena mi risulta sia avvenuta in diverse città d’Italia).
    Ormai da tempo mi sono convinto che tutto sia stato creato con il solo scopo di “anestesizzare il dissenso”. Anche se così non fosse la disastrosa e schizofrenica gestione del duo Grillo-Casaleggio, raccontata da Biondo e Canestrari nell’interessante “Supernova – com’è stato ucciso il Movimento 5 stelle”, non poteva portare ad altro che questo….

    Te ne accorgi dopo quattro anni?

    Buon anno nuovo

    1. Quindi dopo tutti questi anni ancora non si riesce a capire chi vive di personalismo e ha la “prima donna” nel sangue e chi invece fa squadra anche andando incontro a brutte conseguenze. Incredibile. Anzi no, credibile e spiega tutto.
      Dai Marco, non facciamoci ancora del male tanto alla fine abbiamo perso tutti.

  11. Ciao Giulia, ti seguo. Grazie per la tua analisi. Ancora una volta risulta evidente come tu ci metta il cuore e la ragione. E’ cio che serve, al di là delle conclusioni. Occorre discussione. Partecipata. In ogni caso. Un augurio a te perché sia sempre più sereno e soddisfacente il tuo futuro.
    Mario

  12. Ciao Giulia, ho letto la tua analisi sul Movimento e apprezzato la tua sincerità e lucidità. Il fatto però, che tu sia consapevole della ‘fregatura’ possibile della deriva indemocratica e cerchi di giustificare il passaggio come necessario per raggiungere l’obiettivo prefissato, non mi convince. Ho piuttosto l’impressione che, dopo aver speso tanta energia, prendere consapevolezza di esser stata fregata, fa troppo male per poterlo accettare ed affermare in un sol colpo. È un boccone amaro ma, meglio tardi che mai! Personalmente sono parecchio preoccupata per come si sta rivelando il Movimento e Di Maio non mi ispira fiducia. Ma veramente si intende mettere il futuro del Paese nelle sue mani? Non vorrei, ma fatico a non pensare che in passato il mondo ha visto dittatori eletti dal popolo ignaro …, pecorelle che, con il potere in mano, si sono rivelate lupi.
    Qualcosa non quadra.
    Saluti
    Anna

    1. Anna, ho visto con i miei occhi la metamorfosi e ti assicuro che con i colleghi abbiamo tentato in tutti i modi di arginarla, non doveva andare così altrimenti non ci avrei mai messo la faccia e il cuore. Mi illudo forse che non tutto è perduto, ci sarà ancora modo di recuperare.

  13. Purtroppo in Politica c’è una cosa che non bisogna mai dimenticare: che a un certo punto c’è da passare da teoria a pratica.

  14. Grazie per tutto ciò che hai fatto! Speriamo che questa deviazione ci riporti un giorno sulla strada intrapresa 5 anni fa!

    A riveder le stelle!

  15. Che dire …. la tua analisi è schietta e veritiera e rispecchia quello che anche io penso da un pò di tempo.
    Sono un meetapparo della prima ora (iscritto dal 2006) e partecipo in prima persona al cambiamento che volevamo (vogliamo?) portare nella società. Ho cambiato il mio stile di vita, lavoro poco (per scelta) e cerco di fare quello che veramente mi piace e che avevo nascosto nel profondo della mia anima. Autoproduco, uso la bicicletta per spostarmi, riduco ogni genere di spreco e cerco di fare sempre meno rifiuti, riparando, riutilizzando e riusando le cose. Ho provato su me stesso il “cambiamento” ed è riuscito. Oggi sono una persona nuova, più leggera, informata e consapevole. Purtroppo non siamo riusciti a trasmettere tutto ciò. Siamo stati noi travolti dal famoso “Tsunami tour”. A san giovanni io ero nello staff della sicurezza; tra noi attivisti si parlava di condivisione, autoproduzione, ciclabilità, sobrietà, ambiente. inquinamento, acqua pubblica ecc ecc; tra il pubblico in tanti si erano portati la cena al sacco e giravano tantissime borraccie per l’acqua, anche tra noi attivisti!!
    Purtroppo secondo me da quella sera il movimento è iniziato a cambiare; quel popolo consapevole in movimento è stato sostituito piano piano da tifosi che vedono nel movimento quello che gli fa più comodo. E quindi piano piano i tifosi spinti dal sistema mainstream ci ha convinti ad andare a combattere nella loro arena, la tv. Ci siamo cascati in pieno, essendo solo noi credibili in tutto il panorama politico, andando in tv abbiamo ridato credibilità al mainstream che ormai era morente ed invece di incuriosire le persone risvegliate portandole ad informarsi su altri canali, i nostri, abbiamo fatto si che quelle stesse persone si siano riadagiate sul divano e hanno ricominciato a fare gli spettatori. Da li il passo per il mainstream è stato breve hanno creato i vari mattei e ricominciato il giochino di “rincoglionimento” delle masse. Ormai la frittata è fatta.
    Secondo me, in questo momento il Movimento più vince e più arretra, a meno che, come anche tu auspichi ad un certo punto non si torni alle origini …. ma la vedo dura ;-((
    Marco

    1. Amen! La penso più o meno così Marco, e mi spiace che tanta gente non abbia potuto vivere quel cambiamento individuale che abbiamo affrontato noi e che ci ha dato così tanto, sarebbe stata la vera liberazione del Paese

  16. Ciao Giulia ,

    Ritengo che il cambiamento dal basso come lo speravi tu, la rivoluzione culturale, sia troppo lungo e complesso. Nessuno ha le forze nè la pazienza di aspettare 20 anni affinché le cose cambino. Le cose a volte e’ molto più facile cambiarle dall’alto.

    Se si riuscisse ad arrivare al governo (non accadrà neanche stavolta purtroppo) si potrebbero innescare tanti meccanismi che contribuirebbero ad un impatto più forte ed immediato verso il cambiamento.

    Purtroppo, per fare un parallelo, la musica jazz rimane sempre di nicchia. Non ti puoi aspettare che tutti apprezzino il jazz. La maggior parte della gente vuole ascoltare musica facile, per questo la musica pop vende tanto.. La gente ha i propri problemi per la testa, a molti l’impegno civico o politico semplicemente non interessa … tante persone non vogliono pensare, ste persone non le puoi forzare… non le puoi convincere tutte ad interessarsi di politica.. ad alcuni piace il calcio ad esempio, e di politica non ne vogliono sapere nulla .. non puoi neanche biasimarli o fargli la morale. Lasciare le persone libere di interessarsi a ciò che vogliono e vivere la vita come meglio gli pare, e’ un principio fondante del liberalismo su cui le democrazie occidentali sono fondate.. La rivoluzione di cui tu parli , quella che arriva dal basso e fa sì che tutti i cittadini si interessino alla politica , e’ utopica , e aggiungo anche ideologicamente sbagliata.
    La rivoluzione a cui aspirare e’ una rivoluzione civica , che avvenga dall’alto , attraverso un gruppo che arrivi al governo e aggiusti ciò che c’e’ da aggiustare e rivoluzioni la cultura civica degli italiani attraverso l’esempio dall’alto.. caratteristiche strutturali quali i due mandati e il taglio degli stipendi sarebbero sufficienti ad arginare una degenerazione del MoVimento in quelli che sono gli altri partiti.. ma adesso c’e’ bisogno di praticità , Giulia , c’e’ bisogno di andare al governo per poter veramente cambiare le cose.. avete fatto grandi cose all’opposizione , ma non basta.. bisogna prendere le redini in mano .. ci vuole praticità .. se la svolta del MoVimento porterà voti, che ben venga ..

    Non si può pensare che 5 anni fa avete preso il 25% e dopo 5 anni di coerenza, sangue e sudore in parlamento con tutti gli sforzi che avete fatto , i sondaggi diano il Movimento al 26-27%.. vuol dire un risultato misero se comparato con l’input.
    Vuol dire che qualcosa non va cara Giulia. Vuol dire che il bacino massimo a cui potete aspirare tramite la sensibilizzazione dal basso lo si e’ raggiunto e non si può espandere più di così ! A questo punto non resta altro da fare che cambiare approccio. Bisogna cambiare , bisogna “commercializzarsi” per portare voti , perché e solo attraverso i voti che si può arrivare al governo e cambiare le cose. Bisogna smettere di sperare che tutti apprezzino il jazz e se ne interessino… bisogna capire che le persone le orecchie e diventare pop. Del resto non tutto il pop e’necessariamente una schifezza. C’e’ anche pop di qualità.

    Grazie per l’impegno che hai profuso nella passata legislatura

    Antonio da Sydney (Australia)

  17. Ciao Giulia ,

    Ritengo che il cambiamento dal basso come lo speravi tu, la rivoluzione culturale, sia troppo lungo e complesso. Nessuno ha le forze nè la pazienza di aspettare 20 anni affinché le cose cambino. Le cose a volte e’ molto più facile cambiarle dall’alto.

    Se si riuscisse ad arrivare al governo (non accadrà neanche stavolta purtroppo) si potrebbero innescare tanti meccanismi che contribuirebbero ad un impatto più forte ed immediato verso il cambiamento.

    Purtroppo, per fare un parallelo, la musica jazz rimane sempre di nicchia. Non ti puoi aspettare che tutti apprezzino il jazz. La maggior parte della gente vuole ascoltare musica facile, per questo la musica pop vende tanto.. La gente ha i propri problemi per la testa, a molti l’impegno civico o politico semplicemente non interessa … tante persone non vogliono pensare, ste persone non le puoi forzare… non le puoi convincere tutte ad interessarsi di politica.. ad alcuni piace il calcio ad esempio, e di politica non ne vogliono sapere nulla .. non puoi neanche biasimarli o fargli la morale. Lasciare le persone libere di interessarsi a ciò che vogliono e vivere la vita come meglio gli pare, e’ un principio fondante del liberalismo su cui le democrazie occidentali sono fondate.. La rivoluzione di cui tu parli , quella che arriva dal basso e fa sì che tutti i cittadini si interessino alla politica , e’ utopica , e aggiungo anche ideologicamente sbagliata.
    La rivoluzione a cui aspirare e’ una rivoluzione civica , che avvenga dall’alto , attraverso un gruppo che arrivi al governo e aggiusti ciò che c’e’ da aggiustare e rivoluzioni la cultura civica degli italiani attraverso l’esempio dall’alto.. caratteristiche strutturali quali i due mandati e il taglio degli stipendi sarebbero sufficienti ad arginare una degenerazione del MoVimento in quelli che sono gli altri partiti.. ma adesso c’e’ bisogno di praticità , Giulia , c’e’ bisogno di andare al governo per poter veramente cambiare le cose.. avete fatto grandi cose all’opposizione , ma non basta.. bisogna prendere le redini in mano .. ci vuole praticità .. se la svolta del MoVimento porterà voti, che ben venga ..

    Non si può pensare che 5 anni fa avete preso il 25% e dopo 5 anni di coerenza, sangue e sudore in parlamento con tutti gli sforzi che avete fatto , i sondaggi diano il Movimento al 26-27%.. vuol dire un risultato misero se comparato con l’input.
    Vuol dire che qualcosa non va cara Giulia. Vuol dire che il bacino massimo a cui potete aspirare tramite la sensibilizzazione dal basso lo si e’ raggiunto e non si può espandere più di così ! A questo punto non resta altro da fare che cambiare approccio. Bisogna cambiare , bisogna “commercializzarsi” per portare voti , perché e solo attraverso i voti che si può arrivare al governo e cambiare le cose. Bisogna smettere di sperare che tutti apprezzino il jazz e se ne interessino… bisogna diventare pop. Si perderanno alcuni fanatici del jazz. Ma pazienza, e’ lo scotto da pagare. Del resto non tutto il pop e’ necessariamente una schifezza. C’e’ anche pop di qualità.

    Grazie per l’impegno che hai profuso nella passata legislatura

    Antonio da Sydney (Australia)

    1. Chissà cosa ne pensi oggi, a distanza di un anno. Immagino che giustifichi anche il governo con la Lega. Non mi sbaglio, vero?

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