Al via la nuova legislatura, ecco cosa auguro ai nuovi rappresentanti del Popolo

Oggi avrà luogo la prima seduta della XVIII legislatura alla Camera dei Deputati.
Ieri ho incontrato alcuni neoeletti, inevitabile il tuffo nel passato, cinque anni fa, quando per la prima volta entrammo a Montecitorio da “onorevoli”.

Quello che mi sento di augurare ai nuovi rappresentanti del popolo, specie a chi è al primissimo mandato, è di riuscire a mantenere ogni giorno il legame con le proprie radici. Non rinunciare mai a restare fedeli a se stessi, ricordarsi ogni giorno, anche quando sembra scontato, da dove si proviene e perché si è lì a ricoprire quel ruolo, privilegio per pochi italiani. Sentirsi, quindi, dei privilegiati dal primo fino all’ultimo giorno, non esiste routine nemmeno nel caffè alla bouvette durante la sospensione della seduta o nell’ennesima email a cui rispondere, nemmeno se è identica a mille altre.
Condurre la stessa vita di prima, stesse abitudini, stessi sogni; tornare a casa spesso, e non solo per eventi politici ma per vivere la propria realtà come qualunque cittadino; osservare e chiedere, chiedere una opinione a chi vi circonda, quando capita e capita sempre.
La gente ha tanta voglia di parlare e di parlare con voi, anche solo per sfogarsi, anche se non potrete fare nulla perché non vi compete, in realtà ascoltare è la prima grande cosa che farete e che farà stare bene anche voi. Tornerete a casa con un carico di inestimabile ricchezza, ennesimo privilegio.
Spesso non vi sembrerà così, a volte vi peserà, vorreste non essere il terminale di così tante lamentele o addirittura accuse, vi verrà voglia di mandare qualcuno a quel paese, non fatelo, non conoscete a sufficienza le ragioni di una critica e la storia della persona da cui proviene, e poco importa in fondo.
È il vostro lavoro, anzi servizio.

Uscire dai palazzi il più possibile, lì dentro tutto quello che sembra finto è finto davvero, l’unica cosa vera e reale è il vostro potere di condizionare, nel bene e nel male, la vita di tutti gli italiani. A questo dovrete pensare ogni volta che pigerete il tasto per votare e non sempre sarà chiaro cosa fare, anzi, per la maggior parte delle leggi che vi passerà sotto mano avrete appena il tempo di leggere il titolo. È normale.
Quello che conta è che invece siate una guida sicura, pronta e preparata sui provvedimenti che seguirete voi in prima persona, senza lasciare nulla al caso e senza peccare mai di superficialità, le insidie si nascondono anche in una virgola.

La stampa è tra le cose più vere (!) che troverete nel vostro cammino, almeno vi darà una qualche versione, seppur romanzata o incompleta o di parte, di storie e vicende di cui probabilmente non saprete mai, nemmeno il più furbo di voi, la verità e per questo terrete gli occhi aperti. Non chiudetene nemmeno uno.

Non esistono amici, perlomeno non lì dentro e non in questo momento, non fate l’errore di accorgervene troppo tardi. Del resto non siete lì per coltivare amicizie ma per servire il popolo, a questo scopo sono molto più utili cortesia e cordialità, affidabilità e molta lucidità.
Proverete probabilmente della stima per qualche collega, magari anche di diversa fede politica, e sarà molto affascinante, siate onesti intellettualmente.
La gente comune invece è quella che vi regalerà le emozioni più intense, sarà un viaggio tutto vostro, personale.

Ecco infine le origini, le origini dell’impegno politico – autentico – quelle sono il faro nella notte, le sole che possono assicurarvi il lusso di sentirvi intimamente bene con voi stessi in qualsiasi circostanza, di guardarvi allo specchio e sorridere.
Non c’è alcun prezzo che possiate pagare per ottenerlo, nessun compromesso, nessuna poltrona, è il privilegio dei privilegi e siete voi a donarlo a voi stessi.
Tuttavia riuscire a farlo non è da tutti, quindi il mio augurio è di riuscirci e in questa rara ipotesi che vi sia anche riconosciuto, non come debolezza ma come merito.

Buon lavoro

L’Aula del primo parlamento del Regno di Italia, 1861, Torino

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