Marchette disabili?

La notizia del giorno è il passaggio di Matteo Dall’Osso, grillino della prima ora, dal M5S a Forza Italia. Personalmente è una scelta che non approvo neanche lontanamente e Matteo lo sa. Al suo posto avrei preferito, e gli ho consigliato, le dimissioni visto il suo profondo malessere dentro un gruppo politico che non è più quello di una volta. La scelta comunque è sua e lui ne risponde ma di certo non contribuirà, nemmeno stavolta, ad avviare una qualche riflessione sul M5S, la sua nuova natura e direzione, non cambierà assolutamente nulla. Matteo verrà attaccato massivamente come al solito, il M5S sarà difeso a oltranza come al solito e via così. Chi non condivide più il nuovo assetto politico si deve rassegnare ad andare via perchè tanto non si riflette, non ci si confronta, non si cambia. Questo è, la politica del resto.

Ma passando invece ad argomenti più seri, dal momento che Matteo ha accusato il M5S di poca attenzione al tema della disabilità (vero) – nonostante il ‘ministero della disabilità’… ve l’avevo detto no? – qualcuno si sente (almeno) in dovere di dare delle spiegazioni e giustificazioni. Michele Dell’Orco, sottosegretario a non ricordo cosa ma sicuramente non esperto di disabilità, ad esempio scrive un post dove elenca qualche sparuta e raffazzonata iniziativa a favore delle persone disabili.
Tra tutte mi salta all’occhio quella che ha tutta l’aria di essere, se fosse vero, una super marchetta: lo stanziamento di ben 400.000 euro a un singolo soggetto sociale, la FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap. E Dell’Orco pare averlo scritto come fosse un vanto.

Ora, per fortuna la Fish in cinque anni di lavoro e proficua collaborazione nella scorsa legislatura, non mi ha mai dato l’impressione di essere quel tipo di ente alla ricerca di fondi statali a proprio beneficio, non ne fece mai richiesta, almeno non in mia presenza, e penso che abbia continuato a non farlo. Sarebbe, paradossalmente, un grosso handicap per le associazioni che raccoglie e rappresenta. Insomma una cosa del genere non la penserebbe manco il PD, per intenderci.

Tuttavia, se c’è una cosa che la politica mi ha insegnato è che niente è certo e tutto può cambiare da un momento all’altro, la coerenza è solo un ideale mitologico (fortuna che però nella vita vera invece, seppur rara, esiste!). Diciamo quindi che sembra ampiamente inverosimile ma è possibile.
Nel qual caso mi chiedo allora come mai, con tutte le iniziative che sarebbe stato possibile finanziare (ho lasciato un bel fascicolo di proposte e riforme riguardo la disabilità ai colleghi rieletti), si è scelto invece di “delegare” a un organo, non dello Stato ma che lo supplisce, lo svolgimento di attività che invece è il governo a dover organizzare creando le condizioni in tutto il Paese affinché gli enti del Terzo Settore, come la Fish, e tutti i cittadini possano dare il proprio adeguato contributo nei modi stabiliti dallo Stato.
E’ un concetto base che abbiamo rivendicato per cinque lunghi anni, accusando continuamente il Pd e il governo di voler minare i principi di base dello Stato per incapacità governativa o per qualche interesse di parte.
Quando finalmente si guarderà alla disabilità, non come una rogna a cui dare ogni tanto un contentino, ma come un aspetto fondamentale della società da trattare con interventi strutturali e costanti parleremo finalmente di una bella rivoluzione.
Nel frattempo, consiglio sempre la lettura della Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili e il secondo Piano biennale d’Azione (italiano) che ne deriva. Il Pd non è stato capace di realizzare il primo, qualcuno sarà capace di realizzare il secondo?

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *